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Full text of "La prova di un'opera seria; melodramma giocoso, da rappresentarsi nell'Imp. Regio Teatro alla Scala, il carnevale 1846-47"

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LA  PROfi  DI  U.\'  OPI.R\  8EKÌA 


MELODrAMMA  GIOCOSO 


t&.  PROVA 

DI  ra'OPEUA  SEUIA 

MELODRAMMA  GIOCOSO 

DA  RAPPRESENTARSI 

Nell^Imp.  Regio  Teatro  alla  Scala 

IL  CARNEVALE  1846-47. 


TIPOGRAFIA  VALENTINI  E  C. 
Cont.  de'  Borromei,  N.  2848. 


PEKSONékGGi 

C0g*aila  ToB»t©i*aaia  ^  prima  donna 

por  r  opera  seria  Ai^'GKi  ELEi^'A 

Cantante  di  Camera  di  S.  M  l.  e  R.  A. 
l<edC'a*le®  Iti ©a^sl lolite,  primo  tenore  CaLZOLARf  Einrico 
Vl®IsiifiÉ€5    Pescèfls*ella  ^    seconda  '  uui.r  ^ 

donna  Ruggerì  T eh'ì^sà 

Csesis^imoBae^  maestro  e  compositore 

di  musica  IIoyììru  Agostino 

Posi  €i*iIIeÉt©  Fii^tieei;,  poeta  ed 

autore  del  dramma  serio  Soares  Cesare 

fa^^tidt®  ffHvelIa  9  impresario       Bkrim  ,4G0stiìXO 

ffli^cfiiett© ,  sug-geritore,  copista  e 
capò  dei  coristi  Marconi  Napoleone 

PSppetìo,  contadino  Redaelli  Giacomo 

Ch^cclstaaìl  ^  sua  sposa  Gandaglia  Amalia 

Contadini  d'ambo  ì  sessi  -  Còristi  -  Mctcchinisti  -  ecc./ecc. 

La  scena  sì  fìnge  in  un  teatro  non  ancor  finito  di  Lisbona 
e  parte  in  vn  attigua  campagna. 

Musica  del  maestro  sig-nor  Francesco  Gnecco. 

Le  scene  deir  Opera  per  quelle  d'  architettura  sono  inven- 
tate e  dirette  dal  signor  Merlo  Alessandro  ;  e  quelle  di  pae- 
saggio inventate  e  dipinte  dal  signor  Merlo  medesimo. 


ATTOÌil 


Maestro  al  Cembalo:  Sig.  Panìzza  Giacomo. 
Altro  Maestro  in  sostituzione  al   Sig.  Panizza:  Sig.  Dajetti  Gio. 
Primo  Violino^  Capo  c  Direttore  d'  orchestra  :  Sig.  Cattali  ini  Eug, 
Altro  primo  Violino  in  sostituzione  &]  Sig.  Cavallini 

Signor  Ferrara  Bernardo. 
Capi  dei  secondi  Violini  a  vicenda 

Signori  Buccinelli  Giacomo  —  Rossi  Giuseppe, 
Primo  Violino  per  i  Balli  :  Signor  Montanari  Gaetano. 
Altro  primo  Violino  in  sostituz.  al  sig.  Montanari:  sig.  Somaschi  B. 
Primo  Violoncello  al  Cembalo  :  Sig.  Meritili  Vincenzo, 
Altro  primo  Violoncello  in  sostituzione  al  sig.  Merighi 
Sig.  Triiffi  Isidoro. 
Primo  Contrabbasso  al  Cembalo:  Sig.  Luigi  Eossi. 
Altro  primo  Contrab.  in  sostituz.  al  sig.  Rossi  sig.  Manzoni  G. 
Prime  Viole  :  Signori  Tassistro  Pietro  e  Maino  Carlo. 
Primi  Clarinetti 
Per  r  Opera:  Sig.  Cavallini  Ernesto  -  pel  Ballo:  Sig.  Piana  Gru, 
Primi  Oboe  a  perfetta  vicenda:  Sig.i  Fuon  Carlo  —  Duelli  Gio,  i 

Primi  Flauti 

PerTOpera:  Sig.  Baioni  Giù. -pei  Ballo:  Sig.  Marcora  Fil»pp9 
Primo  Fagotto:  Sig.  Canili  Antonio 
Primi  Corni  da  caccia 

Sig,  Martini  E^>ergete.  Sig.  languìller  Marce, 

Prima  tromba:  Sig.  Araldi  Giuseppe 
Arpa:  Sig. a  Ripamonti  Virginia, 
Maestro  Istruttore  dei  Cori 
Signor    Cattaneo  Antonio. 

Editore  della  Musica 
sig.  Giomnni  Bicordi. 

Suggeritore:  Sig.  Giuseppe  Grolli. 
Vestiarista  Proprietario:  Sig.  Pietro  Ro^aglia  e  Comp, 
Direttore  della  Sartoria:  Sig.  Colombo  Gioc,  socio  nella  ditta. 
Guardarobiere  Sig.  Antonio  Felisi,  socio  nella  ditta. 
Capi  Sarti  : 

da  uomo,  Sig.  Zamperoni  Luigi,  da  donna,  Sig.  Paolo  Vetonesi 
Borreltonaro:  Signor  Zamperoni  Luigi. 
Fiorista  e    Piumista:  Signora  Giuseppa  RohLa. 
Attrezzista  Proprietaria  :  sig.  Croce  Gaetano 
Inventore  e  direttore  dei  Macchinismo  sig.  Honchi  Giuseppe, 
Parrucchiere:  Signor  Venegoni  Eugenio. 
Direttore  deli' illuminazione:  Sig.  Caregnani  Giovanni. 


ATTO  PRIMO 


SCENA  PRIMA 

Sala  nel  ridotto  del  Teatro. 
Un  cembalo,  un  tavolino  con  calamaro  e  sedie. 


FISCHIETTO  e  tutti  i  COllISTI  che  provano  la  musica 
indi  DON  GRILLETTO. 


Fis.  Sii^  da  bravi^  giovinotti , 

Quelle  note  ben  marcate: 

State  attenti ,  non  mi  fate 

Tante  volte  replicar.       (Fis.  va  al  cembalo) 
Coro        Viva  il  valor  delibarmi  ^ 

Viva  il  guerriero  invitto, 

Che  del  nemico,,, 
Fis'.  Zitto  : 

Che  diavolo  mai  fate|! 

Voi  sempre  qua  sbagliate^ 


6 


Atto 


Fili  bel  matto  ori naie 
Di  costui  non  si  può  dar. 
Lasciate  una  battuta..» 
Torniamo  a  incamìnciar. 
Viva  il  valor  deWarmi . 
l'iva  il  (jiier riero  invitto, 
Che  del  ìiemico  intrepido 
Ci  fece  trionfar. 
Adesso  è  andato  bene.  - 
Amico^  tì  saluto.  - 
Signore^  ben  venuto.  - 
Che  fate  ? 

Provo  un  coro. 
Signori  miei,  perdonino.  (ai  Cori) 

Fermatevi  un  momento.  (,a  Fis.) 

Sentite  che  miracolo^ 

Sentite  che  portento  :    (levando  di  tasca  una 
E'  un  pezzo  tiiUo  comico  carla^ecc.) 
,  Che  un  hniì'o  dee  cantar. 
E  un  cìabattin  girovago 
Che  vuol  filosofar. 

67/ i  vuol  p apri  cete  ?  -  Papuccie  belle  I 
A  buon  mercato  «  Le  vendo  qua. 

Ce  n^ho  pei  (jiooanij  -  Per  h  zitelle 
Per  donne  ed  uomini ^  -  Per  ogni  età, 
GiUL.  Quel  vnghegqifio  -  Che  nel  passeggio 
Il  bet  piedino  -  Brama  mostrar  ; 

Quelf  uom  geloso,  -  Che  in  sentinella  \ 
Sta  della  moglie..,  -  JhiI  troppo  bella! 
Quel  ficcanaso  -  Imperlinenle  ^ 
Che  va  seccando  -  Tutta  la  gente... 
Tengo  papuccie  -  Di  lìdia  prov(fj 
Che  camminare  -  Patria  sull'ova 
Senza  tir.wre  -  Di  sdrucciolar. 

Coro  Yoi  siete  un  genio  -  Particolar 
GiUL.  Voi  lo  vedete    su  oia  comprate 

Son  tutte  belle  e  lavorate. 

Donne  mìe  care  ce  n~^  ho  per  tuUf, 

Sìan  dritte^  o  zoppe,  sian  belle,  o  hi^n.i 

Da  calzolaio  non  vuo'  burlar,,, 

A  buon  mercato  lo  voglio  dar. 


Coro 


Coro 


Fjs, 

Gril. 

Fis. 

Gril. 

Fis. 

Gril. 


V]MMQ  ? 

Fis.  Davvero  è  un  pezzo  comicp 

Gril.  C  è  del  sale  : 

Fis.  Ma  dica: 

E  quando  si  \a  in  scena? 
Gril.  Si  dice  ai  venti ^  ma  non  si  aoderà. 
Fis.  Perchè? 

Ori.  Perchè  il  teatro^ 

Non  è  finito  ancora. 

Inoltre  polvi  manca  il  primo  iiiusico. 

La  nostra  prima  donna 

W  innamorata  cotta  del  tienpre. 

Furori^  gelosie  ;  ^ 

Insomma  non  si  studia. 
Fis.  Ma  illibrelto  è^finito  ?  ' 
Gri.  E'  finito,  è  revisto  ed  approvato.  * 
Fis.  \iene  l' avvisat/are,  (guardando  verso  le  scene) 

Sentiam  che  v'è  di  nuovo.         i^parla  coU'avvisatorei 

Ho  capito  -  Signori,  a  mezzo  giorno        (ai  coristi) 

Si  fa  la  prova  dalla  prima  donna. 

Si  ricordino  bene,  che  chi  manca 

Pagherà  l^  penale.  A  rivederli.     (i  Coristi  partono) 

Andiam,  signor  poeta  ?       (prende  musica  e  cappel.) 
Gri.  Eccomi:  dove  andate? 
Fis.  Yado  in  copisteria. 
Gri.  Io  vado  in  casa  della  prima  donna 
Fis.  Dunque  là  ci  vedremo. 
Gri.  Si,  CI  vedremo.  Addio. 

Fis.   Riverisco  umihnente  il  padron  mio.  (partono) 


SCENA  IL 


Sala  in  casa  delia  prinia  Donna: 
cembalo ,  carte  di  musica  e  sedie.  - 

GORILLA,  indi  FEDERI eo. 

Cor.      Alma  rea  1  la  più  infelice 

Son  per  te  d  ogni  mortale, 

E' per  me  già  un  nulla  li  monio... 

Oh  dolor  che  non  ha  eguale! 


O  ATTO 

Ma  il  rimorso^  il  pentimento 

Fia  the  il  tornino  al  mìo  cor. 
Ah!  se  m'ama  il  caro  bene, 

Qiial  mag^gior  felicità  I 
Più  non  sento  le  mie  pene  , 

Più  bramare  il  cor  non  sa.  — 
Fed.         Mia  Gorilla. 

Cor.  Andate  via.  (sdegnosa) 

FfiD.  Ah  perchè,  diletta  mia. 

Mi  fai  sempre  sospirar? 
Cor.         Perchè  siete  un  incostante. 
Fkd.         No,  mia  cara,  io  sono  amante. 
Cor.  Illa  di  chi? 

Fed.  Di  voi,  lo  giuro. 

Cor.  Siete  un  perfido,  spergiuro, 

Non  vi  voglio  più  ascoltar. 
Fed.         Ah!  crudeli  ah  donna  ingrata! 

Sei  la  fiera  più  spietata. 

Che  si  possa  mai  trovar. 
Cor.          Menzognero.  - 
Fed.  (Qual  momento!) 

Te  sola  quest'alma 
Al  cielo  richiede  5 
Per  giusta  mercede  I 
Di  quanto  soff*rì.  ^ 

Queir  ira  deh  !  cniina: 
Deh!  scorda  il  passato:  ^ 
Potrai  sol  beato  ^ 
Tu  farmi  così.  - 

Cor.  Ho  risoluto. 

FtD.  Ho  risoluto  anch'  io. 

Cor.  Voglio  crepar  piuttosto  che  soffrire 

Un  amante  infedele  come  voi. 
Fed.  Non  vi  rispondo. 
Cor.  Andate,  andate  pure 

Dalla  vostra  contessa. 

Io  creperò. 
Fed.  Fate  ciò  che  volete.  - 

Cor.  Come ,  cosa ,  che  dite?  ) 

Siete  un  ingrato,  un  diavolo,  una  furia. 

Più  non  ci  vedo . . .  ohimè  ! . . . 
Fed,  Gorilla  mia. 


PKIMO 

Cor.  Lasciatemi. 

Fed.  Non  so  dove  mi  sia. 


SCENA  m. 

Don  GRILLETTO,  e  detti. 

Gril.M' inchino  a  così  bella  eompagnln. 
Fed.  (Che  importuno!) 
Gril.  Cos'è? 
(Scena  mula.  Ho  capito.  ) 

Un  di  cosi  facea  (improvvisando) 
La  vaga  Cilerea, 
Ora  fremente j  or  tenera  , 
Ora  sdegno saK  or  placida  r, 
Ma  sempre  bella  ocjnor. 
Cor.  Non  mi  seccate. 

Gril.  Grazie,  fo  non  mi  offendo - 

E  lei,  sig;nor  Mordente  ,  cosa  dice? 
Fed.  Io  dico  che  suonato  è  il  mezzo  giorno  , 

Che  non  si  vede  alcuno, 

E  che  non  voglio  fare 

Il  servitore  agli  altri. 
Cor.  I!  signorino 

S'  annoia  di  star  qua. 
Fed.  Io  non  m'annoio; 

^         Ma  la  mia  convenienza.....  " 
Gril. Zitti,  zitti,  signori,  son  qua  tutti. 
Fed.  Oh  manco  male  I 

Cor.  Ingrato.  (a  Fed. 

SCENA  iV. 

FASTIDIO,  violante;  fischietto,  i  CORISTI  e  detti. 

Fis.  Mi  perdoni,  signora,  se  ho  tardato. 
Vio.  M'inchino  a  lei.  (a  Cor.) 

Cor.  Son  serva.  Accomodatevi,  (vio.  siedo) 

Fed.  Manca  il  signor  maestro. 


10  ATTO 

Fis.  Viene  a  nìomealì.  (mette  la  musica  sul  cembali) 

Gpjl.  Eccolo  ptT  r  appunto  . 

Che  frettoloso  a  noi  rivol^^e  ii  piecle. 

Guardale  se  non  sembra  uìì  [^ariiinede. 

SCENA  V. 
CÀMPANONE;  in  abito  di  gala  e  detti. 

Cam.         M.idamina,  miei  signori , 

Campanone  a  voi  s' inchina. 
Oueìla  tenera  manina 

Deh!  lasciatemi  baciar,  (a  Cor.) 

La  gran  scena  è  terminata,  (a  Fed.) 

La  vostr'aria  è  principiata.  (a  Cor.) 

lo  vi  ho  fatto  il  ritornello 
Tutto  nuovo  e  tutto  bello... 
C'è  un  cantabile  a  note  trillate,. 
Un  allegro  con  gran  sincopato^ 
E  scommetto...  scommetto  la  testa  , 
Che  un  gran  chiasso  quest'aria  farà. 
Yi  so  dir,  che  nell'orbe  terraqueo  t 
Pezzo  egual  non  vi  fu  ,  nè  vi  sta. 
Son  qua,  signori:  cominciamo  pure,  (va  al  cemb.) 
Fed.  Dica,  signor  Fastidio: 

Il  degnissimo  nostro  primo  musico 
Quando  viene  alla  piazza? 
Fas.  Il  giorno  dieci. 

Cor.  e  quando  si  va  in  scena? 
Fas.  Il  giorno  venti. 

Cor.  Ma  ciò  non  è  possibile. 
Cam,  Scusatemi,  signori , 

Lasciam  questi  discorsi  : 
In  scena  si  anderà 
Il  giorno  venti,  o  quando  si  potrà. 
Gril.Dìcc  bene  il  maestro. 
FiiD.  Che  si  prova? 

Cabi.  Proveremo  Is  scena  istrumentata  i 

Che  precede  il  quintetto. 
Cor.  Ah  sii.,  ho  capito. 

Fki).  S'intende  scena  sesta. 

Gril.  Queìhi  appunto.  > 

Si  prova  anche  il  quintetto?  | 


PRIMO  11 

Cam.  Signora  sì. 

Fed.  Mìa  come  s'  ho  dà  fare. 

Se  mancano  due  parti  principali  ? 

11  basso  e  il  primo  musico. 
Cam.  Ma  perchè  manca  il  basso? 
Fas.  Perchè  è  a  letto  ammalato. 
Cam.  Ebben  rimedieremo. 

Fischietto  starà  al  cembalo, 

Io  canterò  la  parte  del  soprano, 

E  il  nostro  don  Grilletto 

Farà  il  favore  di  cantare  il  basso. 
CbR.  Canta  lei  pure? 
Gril.  Mi  diverto* 

Cam.  Andiamoi 

Attenti  bene.  A  noi. 

Dopo  quella  chiamata. . , .  /  grandi  eroi. 
Cor.  Vincer  tu  speri  invano 

L^ostinato  mio  core. 

Non  potrò  mai  dal  petto 

Svelare  Vimpres^sion  del  primo  effetto. 
Gril. Piano,  signora  piano:  (prende  la  parte  di 

Corilla  e  le  fa  vedere  che  ha  sbagliato) 

Favorisca:  qui  dice: 

Svellere  Vimpression  del  primo  affetto. 
Cor.  0  svellere  o  svelare,  affetto  o  effetto 

E  poi  tutto  lo  stesso. 
Cam.  (Ho  capito,  ho  capito.)  Andiamo  avanti. 
Fed.  Femmina  imbelle ,  e  puoi  sprezzar  cotanto 

Del  vincitor  la  mano  ? 

Pensa  che  sono  


Cor.  Amante  noti  ti  temo^ 

Non  ti  curo  sdegnato* 
Fed.  Mori  dunque,  crudel. 
Gril.  Ferma^  spietato. 

Coro        Ferma senti ^  arresta  il  colpo... 
Cor.  Qual  momento  I 

Fed.  Quale  istante! 

Coro  Non  ferir  quel  core  amante j 

Non  usarle  crudeltà. 


Cor.  Fed.  (Son  confus^^  palpitante j 

Agitato  il  cor  mi  sta. 
Vio.  Gril.  (È  confusa^  palpitante^ 


12  ATTO 

Jqilato  il  cor  le  sia). 
Cam.         Bravi ^  bravi  :  ya  benissimo, 

Son  contento  in  verità. 

Stiamo  attenti.  Il  basso  forte. 

Piano  g^li  altri,  a  mezza  voce. 
a  4  {^Ih  perchè,  destino  atroce. 

Tu  non  hai  dime  pietà?  ) 
C4M.         Ora  sorte  il  primo  musico 

Colla  bella  cavatina. 
CoK.  Fermi  ,  fermi  :  mi  perdonino  ,  (alzandosi) 

Questa  cosa  non  può  star. 
Dica  un  poco  ^  mio  padrone  ,  (a  Cam,) 

Perchè  questa  distmzione  ? 
Cam.  Al  poeta  lo  domandi.  *  ^ 

Gril.  Lo  domandi  all'  impresario. 

Fas.  Io  non  c'entro. 

Cor.  Ebbene ,  uditemi  : 

Yo^lio  anch'  io  la  cavatina. 
Fed.  Dice  bene  madamina  , 

E  mi  posso  anch'  io  lagnar. 
Cari.         Io  non  cambio. 
Cor,  Cambierete  ; 

Altrimenti  sentirete 

La  vostr'  opera  fischiar. 
Coro  Ma,  sij;nori ,  non  gridate.  ; 

Fas.  Seguitiam. 
Cor.  Non  mi  seccale. 

Fkd.  Io  protesto  la  scrittura.  (a  Fas.) 

Cor.  Io  vi  dico  a  dirittura,  (a  Cam.) 

Che  non  voglio  più  cantar,  (straccia  la  musica) 
Cam.  Oh  cospetto  di  un  cannone  1 

Questo  affronto  a  Campanone  ? 

Non  lo  voglio  sopportar.  » 
Fed.  Impresario,  vado  via.  » 

Vio.  Vado  anch'io. 

Fas.  Signora  mia  , 

Non  andate. 
Cri.  Qua  restate  : 

Cambieremo. 
Cam.  Non  signora. 

a  7  (Dalla  rabbia,  dal  furore 

Io  mi  sento  già  crepar.) 
Xlti  I        8i  confonde  la  mià  testa  , 


?r»iMO  ff^. 

Va  g;iranclo  il  mio  cervello  y 
Ho  nel  seno  una  tempesta  , 
Ho  nel  core  un  Mon^ibello  , 
Che  mi  brucia,  che  m'accende. 
Che  mi  porta  a  delirar.         (Tutu  partonf 
tranne  Fas.  Fis.,  ed  i  CorigtU 

SCENA  YJ. 

FASTIDIO  ,  FISCHIETTO  ed  i  CORISTI. 

FiS.  Si^^nor  maestro  ,  ehi  dico  ,  signorine  , 

Fermatevi,  aspettate.  Eh  maledette 

Tutte  queste  etichette  I 

Maledetto  il  momento  , 

(  he  mi  saltò  nel  capo 

Di  fare  l'impresario, 
Fis.  Sìg^nore,  a  quel  che  vedo 

E'  finita  le  prova  , 

E  possono  1  coristi  andar  a  casa. 
Fas.  Si,  sì:  vadano  pure,    (i  coristi  partono  -  Fis.  li  segut 

portando  seeo  la  musica) 

O  poveretto  mei  son  rovinato. 

Consumo  il  mio  denaro, 

Nessuno  mi  rispetta  .  .  . 

Oh  sorte  capricciosa  e  maledetta l  (parte) 
SCENA  VII. 
GORILLA  e  FEDERICO. 

Cor.  Son  la  Gorilla,  e  so|iq  primft  donn»; 

Voglio  essere  distinta, 

E  Don  sacrificata. 
Fed.  Siete  sempre  adirata? 
Cor.  Ne  ho  tutte  le  Taglioni. 

Fed.  Dunque  vi  lascio  in  pace.  (ì»  ^ttq  di  partire) 

Coli.  (Oh  cìel  !  costui  m'incanta.)  No:  restate. 

Feo.  Credetemi,  Conila,  io  son  fed^je. 

Cor.  Ma  la  vostra  contessa  ? 

Fkd.  Io  la  stimo  e  non  altro. 

Cor.  Ahi 

Fed.  C^'  ^Y^i^ì 

Cor.  Presto  mi  lascerete?. 

Fed»  Oh  no^,  mio  imi. 


ili-  ATTO 

Aspetto  la  scrittura  da  Torino 

Per  me  ,  e  per  voi. 
Cor.  Dite  da  vero?  . 

Fed.  É  certo 

Cor.  Dunque  anderemo  insieme? 
Fed.  Così  spero. 

Cor.  Me  lo  prometti? 

Fed.  Ah  sì  !  dolce  amor  mìo. 

Vado  e  in  breve  ritorno...  Oh  caral  addio,  (parte; 
Cor.  Veramente ,  il  confesso. 

Federico  m'  adora.  Io  qualche  volta. 

Per  quella  maledetta  gelosia , 

A  torto  lo  strapazzo: 

Ma  più  non  Io  farò.  Vediamo  un  poco 

La  scena  e  il  mio  rondò  del  second'atto. 

(va  a  sedere  al  cembalo  ripassando  la  musica^ 

SCENA  Vili. 
CAMPANONE  e  detta. 

Cam.  La  signora,  che  fa  la  pretendente. 

Esamina  la  musica... 

Chi  sa  se  la  conosce.  * 

F'ingiam  di  non  vederla. 
Cor.  Ecco  il  maestro. 

Nemmen  mi  guarda.  Legge.  E'  forse  usanza 

In  una  stanza  entrare  , 

Senza  il  padron  di  casa  salutare  ? 
Cam.  Risponder  non  mi  curo  (leggendo) 

J  lina  femmina  vana  ,  ardita  e  sciocca. 
Cor.  Con  chi  parla,  signore  ? 
Cam.  Oh  I  lei  mi  scusi. 

Stava  attento  leggendo 

La  scena  delle  carceri  i 

Ecco  qua,  dove  dice:  (mostrandole  il  libro) 

Risponder  non  mi  curo... 
Cor.  Lasciamo  per  adesso  tal  discorso , 

^  parliamo  sul  serio. 

Io  sono  malcontenta 

Di  lei  e  della  musica  ;  ha  capito  ? 
Cam.  Ho  capito  !  Ho  capito  ! 
Cor.  Voglio  un  altro  quintetto. 
Cam.  Ho  capito! 


PRIMO 

Cor.  Neir  aria 

Ci  voglio  il  pertichino. 
Cam.  Ho  capito. 

Cor.  e  poi  voglio  un  gran  duetto 

Col  tenore. 
Cam.  Ho  capito. 

Cor.  Se  farà  tutto  questo 

D' accordo  noi  sarem  perfettamente. 
Cam.  Ho  capito:  ma  già  non  faccio  niente. 
Cor.  Come  ?  Corpo  del  diavolo  l 
Cam.  Signora  ^  non  si  scaldi , 

Che  perderà  la  voce. 
Cor.  Sono  la  prima  donna  assolutissima. 
Cam.  Ho  capito  ! 

Cor.  Lei  deve  contentarmi. 

Cam.  Ho  capito  1 

Cor.  Lo  faccia  immantinente. 

Cam.  Ho  capito  ,  ma  già  non  faccio  niente. 
Cor.  Cospettone  1  Non  so  chi  mi  trattenga... 
Cam.  Ehi  dico  ^  madamina  ^  si  ricordi 

Che  so  suonare  il  cembalo. 
Cor.  Come  sarebbe  a  dire  ? 
Cam.  Sarebbe  a  dire  che  ho  le  mani  anch'  io. 
Cor.  Ardireste? 

Cam.  I\o^  no...  non  ardirei; 

Ma  per  tutto  aggiustar  vi  sposerei  ; 

Cor.  Ohi  guardate  che  figura 

Da  pretendermi  in  isposal 
Non  è  cosa,  non  è  cosa  , 
Vada  il  disvolo  a  sposar. 
Ha  la  faccia  pizzicata 
Del  color  della  frittata; 
Quelle  gambe,  poverino. 
Le  ha  rubate  a  un  tavolino  : 
Quando  fa  da  innamorato 
Pare  tutto  sgangheralo; 
Se  lo  prenda  chi  lo  vuole. 
Io  di  lui  non  so  che  far. 

Cam.  Ohi  guardate  che  figura 

Da  negarmi  per  marìtol 
Se  mi  crede  scimunito 
Or  la  vo'  disingannar. 
Ha  la  bocca  fatta  apposta 


\%  ATTO 

Per  servizio  della  posta: 

Per  il  fiato,  con  rispetto  , 

Sempre  adopra  il  finocchietlo: 

Ha  le  gambe  sì  perfette 

Che  le  fan  seltanlasetle. 

Se  la  prenda  chi  la  vuole. 

Io  dì  lei  non  so  che  far. 
Cor,  Ha  finito  il  signorino  ? 

Cam.  Sono  sempre  al  suo  servìzio. 

Lei  mi  dica,  ha  terminato? 
Cor.  Ora  faccio  un  precipizio. 

Ma  che  fusto! 
Cam.  Ma  che  fi^jlia! 

a  ^  (Oh  che  rabbia  che  mi  piglia!..* 

Ma  1^  voglio  far  crepar.  ) 

Cor.         Ma  voi  mi  burlate  -  per  farmi  dispetto  , 

Ed  io  qui  mi  metto  -  per  rabbia  a  ballar. 

Cam.  Amici,  l'ho  detto  -  le  gambe  son  storte. 

Via  balla  più  forte  -  ch'io  possa  guardar. 

a  2  (La  rabbia  il  veleno  -  che  serpe  nel  seno. 

Già  il  core  m'accende,  mi  fa  delirar.)(paHono) 

SCENA  IX. 

Don  GRILLETTO,  FASTIDIO  e  FISCHIETTO. 

Crii.  E  permesso  ?  ...  Si  può  ?  .  • .  Qui  non  v'è  alcuno. 
Sarà  nella  sua  stanza. 

Venite  avanti.  Via  non  v*  affannate.  (a  Fa».) 

Anderà  lutto  bene. 

Lasciate  fare  a  me,  sono  il  poeta , 

E  mi  farò  sentire. 

Voglio  prima  di  tutti 

Parlare  con  Coriila ,  e  voi  mandate 

A  cercare  il  maestro. 
Fas.  Ma  dove  ritrovarlo? 
Fis.  L'ho  veduto  sortir  da  questa  casa ^ 

Ed  entrar  nel  caffé. 
Fas.  Va  dunqtte  presto, 

E  fallo  qui  venire.  (Fis.  pari.) 

Grf.  Allegri,  all'egri. 

Ho  ritrovato  il  modo 

Di  contentarli  tutti. 


VhìUO  i1 

Ai  caprìcci  di  quelli 
Che,  solo  per  iperbole, 
Chiamansi  virtuosi  io  sono  avvezzo, 
E  tulli  li  derido  e  li  disprezzo.  (parte) 

SCENA  X. 

FASTIDIO  e  CAMPANONE. 

Cam.  Son  qua,  sìg^nor  Fastidio.  Che  volete? 
Fàs,  Or  \ìen  la  prima  donna, 

E  sì  deve  decidere  d  accordo 

L* affare,  del  quiutetlo. 
Cab.  Vado  vìa. 

Fas.  Perchè? 

Cam.  Perchè  con  bestie 

A'on  vojjiio  contrastare. 
Fas.  Per  carità  restale  ; 

Se  parlile  di  qua  mi  rovinate. 

SCENA  XI. 
COUILLÀ,  FEDERICO,  Don  GRILLETTO  e  detti. 

Cor.  Se  la  cosa  è  così,  son  contentissima,         (a  Gril.) 

E  canterò  il  quintetto. 
Feo.  Lo  canterò  ancor  io. 

Fas.  Avete  inteso?  (piano  a  Cam.) 

Cam.  Ho  inteso. 

Gri.  Orsù ,  signori. 

Venite  qua  ,  sediamo  , 

E  de' nostri  interessi  discorriamo.      (siedono  tutti) 

Parlo  con  voi,  maestro.  Qui  si  tratta 

Di  contentar  la  nostra  prima  donna. 

Il  musico  non  c'è,  nè  può  sapere 

Quello  che  avete  scritto  :  onde  direi 

Di  levare ... 

Ca3I.  Che  cosa? 

Cri.  Levar  la  cavatina. 

Cam.  Non  posso  farlo. 

Cor.  Ed  io  non  canterò. 

Gri.  Adesso:  permettetemi;  (avvicinandosi  a  Cani.) 

Bisogna  aver  giudizio: 
CoriUa  ha  del  partito,  e  vi  potrebbe . . . 

Cam.  Cederò  per  prudenza.  —  Signorina  j  (akandow) 


18 


Atto 


Non  sono  già  ostinalo,  come  erede  , 

E  voglio  contentarla. 
Cor.  Dunque  la  leverete? 
Cam.  Sì  ,  si ,  la  leverò. 
Cor.  Ed  io  con  grande  impegno  canterò. 
Gri.  Ecco  tutto  aggiustato.  Andiamo  a  pranzo. 
Fas.  Andiamo. 

Fed.  No  :  fermatevi. 

Dobbiamo  andare  insieme 

A  pranzare  in  campagna. 
Cor.  Andiamo  a  divertirci  in  compagnia. 
Cam.  In  campagna  staremo  in  allegria.  (partone) 

SGENA  XII. 
Campagna 

•iORO  dì  CONTADINI  e  CONTADINE,  indi  PIPPETTO 
e  CHECCHINA. 

Coro  Compagni^  saltiamo; 

Amici ,  cantiamo  j 
Che  bella  campagna , 
Che  bella  cuccagna 
Quest'oggi  si  fa. 
Evviva  Pippetto  ! 
Evviva  Checchina  1 
La  cara  sposina 
Contenta  sarà. 
Più  dolce  diletto  j 
Più  grato  momento 
II  core  contento 
Di  questo  non  ha 
Il  tempo  si  fa  nuvolo. 
Arrivan  forestieri. 
Saranno  cavalieri 
Che  vengono  alla  festa. 
Ma  il  cielo  più  s'  intorbida. 
Minaccia  una  tempesta. 
Ah  1  fulmina  ;  fuggiamo  , 
A  casa  ritorniamo; 

Si  vada  via  di  qua.  (fuggono) 
(continua  il  temporale  con  lampi  e  fulmini  ;  vcdesi  arrivar* 
una  carrom). 


Che.  Pip. 


Che. 
Pip. 
Coro 

Che. 
Pip. 
Tutti 


PRIMO 

SCENA  xin. 

CAMPATONE,  FEDERICO,  Don  GRILLETTO,  FASTIDIO 
e  GORILLA  spaventata. 

I  Fatevi  spirilo. 

)  Venite  avanli. 

{.  Oh  Dio  !  reggetemi 

).  Son  quiìj  appoggiatevi. 

La  gran  tempesta 

Ora  è  cessata. 
I.  La  mia  parrucca 

è  ben  bagnata. 
I.  Qualciie  ristoro  . .  . 

).  Sì^  mio  tesoro  , 

Si  ti-overà. 
Ora  che  il  cielo 

Ritorna  in  cahna, 

La  pace  all'  alma 

Ritornerà. 

SCENA  XIV. 
PIPPETTO,  CHECCHINA,  COINTADINI  e  detti. 
IO  Allegri ,  allegri  ; 

Qua  ritorniamo. 
Signori  belli 
Vi  salutianjo. 
Presto,  Checchina , 
Presto  sposina  , 
Quella  signora 
Vanne  a  inchinar. 
Serva  umilissima. 
Brava^  bravissima! 
Quella  è  un  boccone 
Per  Campanone, 
Ma  mi  conviene 
Dissimular. 
Siete  la  sposa? 

Signore  sì. 
Me  ne  consolo. 

(Eccolo  li.) 
Che  bella  mano  I 
Eh  I  non  toccate. 
Won  dubitale. 


(ì  nchinandosi  a  Cor.) 


(a  Che.) 


(fremendo) 


90 

Cam.  Gm. 
Cor. 


Che. 
Cor. 


Coro 


Cam. 

a  iy 
Cai». 
a  6 

Cam. 

Fed. 

Tutti 
Cor. 


Cam. 
Cor. 
Cam. 

Tutti 


Cori 


(frft  ?ofo) 
(avventandosi  contro 
(scostandosi) 


Che.  Gri.  Fas. 
rimasto  senza  fiato. 


ATTO  P|\lMa 

Fas.    Un  aìtro  turbine 
In  quello  ggiiardo 
Vedo  destar. 
Ah  I  bricconissìmo .... 
In  mia  presenza 
Siete  capace  .... 
Scusi,  eceel'enza. 
Ma  air  insef  sìbile^ 
Ali'  inumaiìo 
Questa  mia  mano 

Farò  provar,    (gli  dà  uno  schiaffo  e  tutti 
Oh  -  che  vedo!  quasi  tremo,     restano  sorpresi) 
Fed.  Cor 

Son 
E' 

La  tempesta  che  ha  cessato 
Par  che  torni  a  cominciar. 
Oh  che  giorno  ! 

Oh  che  gran  fame! 
1    Sento  I'  alma  a  poco  a  poco 
^    Tutta  foco  -  diventar. 
.Se  non  mangio  a  poco  a  poco 
i    Qui  svenuto  ho  da  cascar. 
Ho  risoluto  ; 

Crude!,  ti  lascio  ! 
No,  no  fermatevi. 
Oh  traditore  l 

Sen....to.,..  che...  il...  fio. ..re... 
Man...can...do...  va. 

Andiamo  a  pranzo. 
Indegno,  infame. 
Or  dalla  fame 
Mi  svengo  qua. 
Oh  che  giorno  fatale  e  funesto  I 
Che  momento  terribile  è  questo  l 
Dalla  rabbia  già  fremo,  deliro; 
Al  dolore  non  reggo,  sospiro, 
E  una  fiera  terribil  tempesta 
Nella  testa  -  scoppiando  mi  va. 
Ah,  signori,  non  fate  rumore. 
Quel  furore  -  tremare  mi  fai 
FiisE  dell'atto  paiaio. 


ATTO  SECONDO 


SCENA  PiilMA 

Il  palco  scenico  del  teatro  nuovo  in  disordine. 

FISCHIETTO,  VIOLANTE  ed  i  CORISTI,  poi  FASTIDIO  ; 
in  fine  CAMP  ANONE,  Don  GRILLETTO,  CORILLA  e  FEDERICO 


Fis.  Favoriscano  qui,  da  questa  parie   (a  Vio.  ed  ai  Cor.. 

Yio.  A  quel  che  pare  io  son  la  prima.  , 

Fi6.  E  vero: 

Dopo  l'orchestra^  è  lei  la  prima. 
Fas.  Amici 

Buona  sera  (una  comparsa  porterà  lo  spartito  con  tutte) 
le  parti.  Fischietto  lo  pone  sul  tavolino) 
Vio.  Il  tenor,  la  prima  donna. 

Il  maestro,  il  poeta, 

Non  son  venuli  ancora, 

E  noi,  seconde  parli, 

Siam  destinate  a  far  il  servitore 

A  lutto  il  mondo;  ma  se  un  giorno  anch'io' 

Posso  arrivar  ad  esser  prima  donna, 

In  parola  d'  onore 


22  Atto 

Tutto  i!  mondo  esser  dee  mio  servitore, 
Cam.  Oh  !  oli  !  siamo  qua  tulli. 
Fas.  Iliverisco. 

Vio.  Madama,  ben  trovata. 

Come  sta  lei? 
Cor.  (tossendo)  Hem  IhemI  sono  raffreddata. 
Cam.  (La  solita  canzone 

Di  tutte  le  cantanti.) 
Fas.  Osservaste  il  teatro? 
Fed.  L'  ilo  veduto. 

1/ architettura  è  beìla^  e  se  non  sbaglio 

Deve  riuscir  armonico. 
Cam.  Ma  zitti  (verso  le  genti  che 

Zilti  per  carità!  lavorano) 

Allrimenti  la  prova  non  si  fa.  (i  lavoratori  si  fermano) 
Cor.  Dica,  signor  poeta:  a  questo  dramma 

Che  titolo  ci  date? 
Gri.  Ettore  in  Trabisfìnda. 
Fed.  Come  siamo  vestiti? 
Gri.  Alla  romana. 

Fed.  Alla  romana?  Oh  diavolo I 

Questo  non  è  il  carattere. 
Gri.  Che  importa? 

A  queste  piccolezze 

11  pubblico  non  bada. 
Cam.  Siamo  all'  ordine  ? 

Possiam  cominciar.  (Gri.  leva  di  tasca  Io  scartafaccio 
Cor.  Cosa  si  prova?  deir  Opera) 

Cam.  Prima  la  sinfonia  vorrei  provare. 
Fis.  Scusi,  sig^nor  maestro,  nìu  il  copista 

INon  r  ha  portata  ancora. 
Cam.  Maledetto! 

Incominciamo  adunque 

Dalla  gran  marcia  dopo  li  primo  coro. 

Attenti  bene  . . .  Miei  signori  a  loro. 

qui  segue  la  gran  marcia  con  tutta  T  orchestra.  I  cantanti 
avranno  la  loro  parte  in  mano,  i  coristi  pure.  Fischietto  si 
metterà  a  suggerire  la  musica.) 

Fkd,  Fincemmo^  amici^  e  Trabisonda  ancora 

Trema  delle  nostr'  armi,  i 

E  lUj  superba  doìina_,  / 

Mira  i  segnaci  tuoi  vinti  e  avvilili,  * 


SECONOO 

Decisa  è  la  tua  sorte  : 
0  la  mia  mano^  o  subirai  la  morie, 
Vio.  Cor.  Le  nostre  laijrimej, 

Pietosi  Dei^ 

Nel  cor  vi  destino 

Qualche  pietà. 
Fed.         No  !  di  voi^  perfidi, 

Non  ho  pietà. 
Coro         Che  fato  misero  I 

Che  crudeltà  ! 
Gri.  Bravo,  maestro. 
Caiii.  Grazie  I 

Fed.  Ora  che  se^^ue  ? 

Cam.  L'aria  della  regina. 

Cor.  Oibò  !  vien  troppo  presto:  io  non  la  canto. 
Fas.  Ecco  un'altra  questione. 
Ori.  Ma  come  s'  ha  da  fare  ? 
Cor.  Mettete  prima  un'aria 

[)ella  seconda  donna. 
Yio.  io  canto  al  second'atto. 
Cor.  Ohi  mi  perdoni, 

Lei  certo  canterà 

E  dove  e  quando  m'accomoderà. 
Cam.  In  somma  che  facciamo? 

Si  prova,  0  non  si  prova? 
Cor.  Io  vi  ripeto, 

Cile  in  questa  situazione 

Non  canto  l'aria. 
Cam.  Si  trasporterà. 

Coi\.  Ora  siamo  d'accordo. 
Fed.  Proviam  la  mìa  sortita^ 
Cam.  Va  hcn  . . .  Numero  sei . . .  Fregio ,  sig^nori  , 

Di  marcar  bene  il  tempo.  Attenti  i  Cori. 
Fed.  Fra  breve  in  queste  soglie  addotta  sia. 

Si  taccia  a  lei  ch^Ettore  io  son„,  partile. 

Al  fin  ti  rivedrò^  donna  ^  pur  tanto 

Funesta  e  cara  a  quest^  anima  mia  ! 

Ersilia  / . . .  oh  tu  soave 

Cura  del  pensler  miei ^ 

Tu  di  tanto  piacer  sorgente  sei. 

Un  giorno  appien  beato 
Sperar  ardisco  ancora. 


2^  Atto 

Qiial  giorno  fortunato! 
Qiial  desiato  ben  ! 

Al  fianco  al  mio  tesoro  ^ 
Unito  al  ben  che  adoro 
Sarò  felice  appien. 

Gri.  (Umido  0  secco  io  so  che  stona  e  basta.) 
Fis,  Signori,  dice  il  sarto, 

Cile  se  il  vestiario  voi  veder  volete. 

Basta  che  vi  deg;niate  di  salire 

Una  piccola  scala. 
Fed.  Lo  vedrò  volonlieri. 
Yio.  Io  pure. 

Cor.  Anch'  io  . . . 

Voglio  veder  se  è  fatto  a  modo  mio. 

(  Fas.  Cor.  Fed.  Vie.  partono  —  Fis.  ed  i  CorisU  si  ri- 
tirano in  disparte) 


SCENA  IL 


Don  GRILLETTO  e  CAMPANONE. 


Giù.  Ci  hanno  piantato  qua  . .  • 

Cam.  Oh!  che  pazienza! 

Parììamo  in  confidenza  , . . 

Un  gran  brutto  mestiere 

È  quello  del  maestro. 

Le  paghe  son  miserie, 

E  tutti  i  virtuosi 

Non  son  contenti  mai. 

Gri.  Ma  quello  di  potta  è  peggio  assai.  — 
Per  comporre  un  aramma  serio 
Quattro  mesi  ho  consumato. 
Trenta  scudi  ho  guadagnato  : 
Dite  voi  come  si  fa  ? 


SECONDO 

Ah!  se  Apollo  non  dà  lena 
La  mia  vena  -  seccherà. 
Cam.       Per  quest'  opera  io  guadagno 
Cento  ottanta  colonnati; 
E  a  qiiesl'  ora  ne  ho  mangiali 
Quasi  più  della  metà. 
Ah  I  se  manca  la  risorsa 
La  mia  borsa  -  piangerà. 
GRf.       Oh!  Minerva...  sei  crudele l 
Cam.         Oh  I  miseria  ...  sei  fedele  I 
a  2  Per  conforto  a'  mali  miei , 

Deh  1  mandate,  o  sommi  Dei, 
Una  pioggia  di  zecchini.... 
Contentate  due  meschini. 
Che  vi  stanno  ad  implorar. 


Gri.  Giù  le  doppie  I 

Cam.  Giù  i  zecchini! 

Gri.  Scudi  almeno  ! 

Cam.  Almen  quattrini! 

a  2  Ah  !  ah  !  ah!  noi  siamo  pazzi.... 


Sta  a  veder  che  piovo n  sassi, 
E  ci  fan  scappar  di  qua. 
Caro  amico,  concludiamo, 
Che  per  noi  non  c'  è  fortuna  ; 
Ma  speriamo...  sì  speriamo... 
Forse  un  dì  si  cangerà...  (partono) 
Fis.  Ehi  ,  signori?  fermatevi. 
Buona  notte  alla  prova. 

SCENA  in. 

FEDERICO,  GORILLA,  FASTIDIO,  VIOLANTE, 
poi  CAMPANONE,  GRILLETTO,  CORISTI  ecc. 

Fed.  Oh  !  che  vestiario  ! 

Che  porcheria,  che  roba  I 
Cor.  Un  abito  di  lana  io  non  lo  porto 

Se  mi  dan  mille  doppie. 
Fas.  Ma,  cara,  perdonate:  ai  tempi  d'Ettore 

La  seta  non  si  usava. 
Cor.  e  cosa  importa  ? 

Se  non  ce  n'  era  allora 


26  ATTO 

Adesso  se  ne  trova.  Vog-lio  il  manto 

Di  raso  o  di  velluto.       (Cri.  e  Cam.  entrano  *in  scena 
leggendo  una  lettera;  e  dietro  loro  verrà  il  porta  lettere) 
Fas.  Si  farà. 

Ma^  sig^nora^  proviamo  in  carità. 
Cam.  Ah  !  ali  !  ci  ho  gusto  I  '^i 
Cor.  ,  Ditemi  Fischietto 

E  venuta  la  posta? 
Fis.  In  questo  punto. 

Ecco  là  il  portalettere.        (tutti  corrono  dal  porta 
lettere  il  quale  darà  a  ciascuno  la  sua.  Fed.  pagherà  la  sua 
e  quella  di  Cor.  Fas.  colla  propria  paga  quella  di  Vio.  ) 
Cor.  Ve  ne  sono  per  me  ? 
Vio.  Per  me  ne  avete? 

Fed.  Quante  di  mie? 
Fas.  ,     Prendete:  sette  soldi. 

Cri.  Da  dove  vi  si  scrive? 
Cam.  Da  Bologna  e  Venezia. 

E  a  \oìì  y^A.  . 

Gei.  E  a  me  da  Napoli  e  Torino. 

Fas.  Chi  vi  ha  scritto? 

Vio.  Un  amico  di  Cremona. 

Fed.  Da  dove  è  a  voi  diretta? 
Cor.  Da  Verona. 

.      (meli 'intervallo  del  ritornello  ciascuno  aprirà  la  sua  lettera 
e  si  porrà  a  leggerla)  , 

Cor.  Corilla  dilettissima! 

Vio.  Violante  amabilissima! 

Cam.  Maestro  preg-iatissimo  ! 

Fed.  Amico  stimalissimo  ! 

Fas.  Fastidio  mio  carissimo! 

Fis.  Amico  garbatissimo! 

Gri.  Sig-nore  g-entìlissimo  1 

Cor.  Vi  spedisco  in  un  pacchetto 

La  pomata  ed  il  rossetto; 

E  sospiro  il  bel  piacere 

Di  potervi  rivedere. 
Vio.  Io  vi  mando,  mia  carina. 

Della  tela  sopraiTina; 

Ed  appena  sarà  fatto 

Manderovvi  il  mio  l  ilratlo. 


SECONDO  %1 

Cam.  il  tenore  fu  applaudilo,  . 

Ma  lo  nuìsica  fischiiiia. 

lo  son  stato  compatito^ 

Queste  son  le  novità. 
Fed.         Lo  spettacolo  è  decente  > 

Ma  però  non  ha  incontrato  : 

L'impresario  è  disperato.... 

io  non  so  come  anderà.  |[f  ^j^^q 

Gk!.         La  tardan7>a  di  un  sog^^etto  ' 

IVon  ci  fece  andar  in  scena; 

Questa  volta  ci  scommelto 

Che  g-ran  tìasco  si  farà. 
Fas.  La  cantante  Sassaiuidi 

Vuol  di  pag-a  mille  scudi. 
Fis.  Preparate  tre  spartiti 

Conosciuti  ed  applauditi; 

Se  del  nolo  son  contento^ 

Ye  li  pago  sul  momento.  ^ua'i 
Cam.  a  Firenze  gran  fischiate. 

Cor.  Piace  il  buffo  dì  Verona. 

YiR.  Anche  quello  di  Cremona.  '  « 

Fed.  a  Trieste  pio^'e  r  opera. 

Tutti  Rallegriamoci  di  cuore  1 

l\oi  fi! remo  gran  furore^, 

Alle  stelle  si  anderà. 
('or.  Il  baron  ha  g  ran  premura,  (rileggendo  la  lettera) 

Gii  son  grata  in  verità  1 
Fed.  E'  venuta  la  scrittura... 

Fra  di  noi  si  parlerà 
Cam.  a  Milano  gran  spettacolo.    '     :  luv  i(i 

Fed,  a  Yenezià  piace  T  Opera.  ;  ^  (?I  .kì,:) 

Cri.  a  Torino  bel  scenario  :  Ifi  ìBiH 

Tutti  llallegriamoci^  impresario^  ,i?iO 

Mallegriamoci  di  cuore;  .  ^ 

I^oi  faremo  gran  furore^ 

Alle  stelle  si  anderà. 
Cam.  Presto^  presto^  signori! 
Lasciamo  andar  per  ora 
Tutte  le  novità. 

Seguitiamo  la  proTa.  A  lei  ^  madama  ^ 
Proviamo  il  suo  rondò. 
Cor.  Come  volete.)  i 

lo  i/Àk  lo  so  a  memoria 


28 


ATTO 


Gri.  Ebben  :  dunque  possiamo 

Metterlo  ancora  m  scena.  Attenti  bene,  (i  coristi  e 
L'azione  rappresenta...  gli  attori  si  avanzano) 

Allorché  la  Regina , 

Spinta  ,  da  non  saprei  qual  tentazione  , 

Conduce  alla  battaglia 

Un'  armata  di  vaglia 

Per  liberare  Ettorre  j 

Che  venne  confinato  in  una  torre. 
Fed.  Come  ,  comel  che  dite?  Ed  io  non  devo 

Assistere  al  suo  pezzo? 
Gri.  Non  si  puote. 

Fed.  Perchè? 

Gri.  Siete  in  prigione. 

Fed.  Questa  non  è  ragione 

Che  mi  soddisfi...  voglio  entrarci  anch' io. 
Gri.  Ma... 

Fed.      Son  pruno  tenore  e  tanto  basta. 

Voglio  quello  che  voglio. 
Cam.  Cosa  vuoi  far ,  Grilletto  mio?  pazienza. 
Gri.  Ma  per  un  suo  capriccio 

Dovrò  fare  un  pasticcio  ? 
Cam.  Via  non  andar  in  (filerà...         (prendendolo  a  part«) 

Senza  incolpar  degli  uomini  i  capricci... 

I  drammi  cosa  son?...  tanti  pasticci. 
Gri.  Tutto  per  vostra  colpa. 
Cam.  Ehi  via...  buffone I 

Noi  cerclìiam  novità. 
Gri.  Sì  ,  ma  il  baule 

Di  voi  parla  il  contrario. 
Cam.  Io  scrivo  colbaul...  tu  col  rimario. 
Fas.  Ma  via  y  signori  miei. 
Gri.  Non  metto  in  scena. 

Cam.  No? 
Gri.  No... 

Cam.  Ben  lo  face'  io. 

Ma  manca  il  primo  musico. 
Fas.  Non  serve ,  io  sarò  quello 

Cam.  Andiam  dunque...  Voi  qua...  voi  là  in  quel  posto. 

Gorilla  qui  con  lancia  e  scudo  in  mano... 

I  corni  in  grande...  andiam...  forte  e  poi  piano.  — 
Cor-  Ai  suo  tramonto  è  giunta 

Del  (jrande  Ettor  la  fama-  A  voi  coufjmnta, 


Tornar  a  libertade  io  spero  ancora 
L^oggelto  che  il  mio  cor  ama  ed  mdora. 
Ma  fia  stanco ,  lo  spero  » 
Il  variar  della  sorte  ;  e  al  fin  sereno 
Verrà  quel  di,  che  lieta  ad  esso  in  grembo 
Diraderà  de''  nostri  mali  il  nembo. 

Quandoy  o  core^  a  te  ridenti 

Splenderan  del  sole  i  rai^ 

Con  piacer  ti  sovverrai 

Di  quel  nembo  che  passò. 
La  mia  gioja  in  quei  momenti 

Con  famor  dividerò. 
Ah!  sì;  di  nuova  speme 

Un  raggio  in  cor  mi  splende  : 

//  cor  che  oppresso  geme 

Felice  appien  sarà; 
E  tante  rie  vicende 

La  gioja  sperderà» 

Fas.  Brava,  braya^  Gorilla. 
Gril.  Bella  musica! 

Fed.  Mi  consolo  con  voi! 
Cam.  ^      Eh!  bagattelle  ! 

Vio.  Questa  deve  piacere.         (una  comparsa  porterà  un 
invoUo  di  musica  e  lo  darà  a  Fis.) 

Fas.  Così  spero. 

Fis.  Ecco  la  sinfonia. 

Cam.  Via!  meno  male! 

Vi  son  tutte  le  parti? 
Fis.  Sì,  signore. 

Cam.  La  proveremo  subito. 
Cor.  Ehi  Fischietto? 

Ordinatemi  un  punch: 

Mi  sento  indebolita. 
Fed.  Un  altro  anche  per  me. 
Vio.  E  per  me  ancora. 

Fis.  All'  istante  li  servo.  (parte) 
Cam.  Son  qua  da  lor,  signori.  Uniti:  andiamo. 

Zitti.  -  Forte  la  prima;  incominciamo.  -  (Ritornerà 

Fis.  con  un  giovane  del  caffè  il  quale  porterà  tre  punch) 

Lara  !  -  piano ,  pianissimo. 
Va  bene  -  sforzatissimo. 


50  ATTO 

Le  viole  ben  legale, 
Con  espression  -  sforzate. 
Ijnran  ,  laron  ,  larà. 
Violini  dolci  assai  : 

Sforzalo  il  conlrabbasso 
Timpani  -  che  bel  passo! 
Unìli  -  oh  che  beli'  estro  1 
Va  ben  ? 

Tutti  ^  Bravo  maestro  ! 

CA9I.  e  tutta  novità  - 

Crescendo  -  ben  sforzato. 
Che  orchestra!  son  beato^ 
Di  meglio  non  si  dà,    /     ;  v 
Tutti       Evviva!  bella  musica,  Ts^^iy^  ^{  % 

Di  meglio  non  si  dà,  ' 
Cam.  Oh!  il  gran  capo  d'orchestra! 

Che  bravi  suonatori!  che  complesso!  (una  comparsa 

reca  uAa  lettera  a  Fas.) 

Sono  incantato...  evviva! 

Laran,  laran,  lan,  laii....  Oh!  che  bel  passo! 

Che  vi  pare? 

Gril.  Ma  bravo  Campanone.  '  ".^ 

Cam.  Sono  un  vero  cannone  _  ^^'^ 

Che  spara  semicrome  e  tutte  belle.  ^' 
Fed.  Quest'opera  ha  d'andar  fino  alle  stelle. 
Fas.  Allegri,  allegri  -  il  musico  è  arrivato 
Gril. E  quando?  ,  .ry/d  ,P4Ì 

Fas.  In  questo  plinto.  .maì* 

Cam.  Dunque  possiam  lasciare,  ij  no«  ìf 

E  la  prova  a  domani  trasportare.  .^fi 
Fas.  Benissimo.  .foi*!  r  ^  .^^ ■'^\:  ^ 

Fis,  Signori  delTorchestra 

Vadano  pure  a  casa.  i -t'^ìI  vì: 

Cor.  ^Dìco,  impresario  :  è  fatto  il  carlellone? 
Fas.  E  fatto  ed  è  stampato. 
Cor.  Vorrei  vederlo. 

Fas.  Subito.  Ehi  maestro  ? 

Mostrate  alla  signora 

Il  nostro  cartellone. 
Cam.  Ora  la  servo. 

Eccolo  qua  ,  guardate. 
Cor.  No  ;  leggetelo  forte. 
C\M.  Dite  bene. 


SECONDO 


Sìjjnorì  virtuosi, 

È  questo  il  cartellone. 

Io  ve  Io  leg-g^e...  Zitti ,  ed  attenzione. 

In  occasione  etcetera. 
Dell'  apertura  etcetera 
Si  rappresenteranno 
Due  aramniì  serj  in  musica. 
Il  primo  avrà  per  titolo 
Ettore  in  Trabisonda, 
Con  musica  nuovissima 
Del  maestro  Campanone. 

Tutti  Va  bene,  va  benone. 

Cam.  Ma  non  m' interrompete. 

Tutti  Leg;gete,  via  leggete^ 

Che  ognuno  tacerà. 

Cam.         Prima  donna  assoluta 

Corilla  Tortorini, 

Primo  soprano  etcetera 

Vittorio  Milanlini. 

Primo  tenore ....  in  mezzo 
Fed.  Vediamo...  va  benissimo 

Cam.  e  gli  altri  poi  con  ordine 

Secondo  l'uso  al  solito 
,  Come  vedete  qua. 
Tutti       E  tutto  fatto  in  regola 

Nessun  si  lagnerà. 
Fas.         Amici,  il  giorno  venti 

Si  deve  andar  in  scena. 
Tutti  Non  vi  prendete  pena. 

Quel  giorno  s'  anderà. 
Vio.  Vi  raccomando  l'aria. 

Cor.  Pensate  a  quel  quintetto. 

Fed.  Ci  vuol  un  nel  dueuo. 

Gri.  Pensate  a  un  bel  scenario. 

Tutti  E  allora  l'Impresario 

Gran  nome  si  farà. 
Fed.  a  le,  Corilla  mia. 

Oggi  mi  stringa  imene. 
Cor.  Reggere  a  tanto  bene 

Quest'anima  non  sa. 
Tutti        Tal  nodo  augurio  sia 

Che  il  dramma  bene  aiìdrà. 


5^  ATTO  SECONDO 

Cor.         O^^eito  tenero 

D'  un  puro  affetto, 
Ti  posso  slrìnjjere 
A  questo  petto  : 
Amor  propizio 
Ti  rende  a  me. 
Mi  scende  all' anima 
Piacer  sì  grato. 
Che  de'  miei  palpiti,  . 
Del  duol  passato 
Fin  la  memoria 
Scordar  mi  fè. 

Gli  altri  Un  dì  sì  amabile 
Così  bealo 
Mille  delizie 
Racchiude  in  sè. 


FIN  K.